Il confine invisibile

Ingresso di Bretto
(www.soca-valley.com)

Fino a qualche decennio fa, il piccolo centro di Cave del Predil era un paese di minatori, ma soprattutto un paese di confine. Nella zona del tarvisiano, valichi e punti di transito armati, erano praticamente ovunque, dai monti alle vallate, ma solo a Cave potevano vantarsi di averne anche sotto terra!  A 240 metri di profondità, “La Galleria Bretto” era l’unico confine nazionale (e forse europeo) completamente sotterraneo; collegava Italia e Jugoslavia come valico di Seconda categoria, transitabile solo con il “lasciapassare”, la famosa “prepustnica”. Non mi dilungherò sulla storia della galleria e ai suoi trascorsi durante le due guerre mondiali, ma se siete curiosi, troverete soddisfazione nei siti istituzionali che ne approfondiscono il tema.

(www.montagnedigitali.wordpress.com)

Il confine invisibile veniva attivato quando non era possibile transitare nel “mondo di sopra” a causa delle massicce nevicate che colpivano la zona. La giornata da sogno dei fortunati finanzieri (ma anche dei minatori), iniziava al buio e al freddo delle 5 di mattina e poi nuovamente il pomeriggio; aprivano lo sbarramento, controllavano i documenti, e facevano partire i lavoratori transfrontalieri con mezzo apposito. Eh sì, perché la a galleria è lunga cinque chilometri e il mezzo era un trenino, composto da una decina di vagoni trainati da un piccolo locomotore elettrico, che percorreva il tragitto a una velocità massima di 20 chilometri”.

Entrambi gli accessi sono visibili anche dall’esterno, entrare è invece più ostico, ma di tanto in tanto vengono proposte delle visite guidate sia dal lato italiano che quello sloveno. Per farsi comunque un’idea, le minere di Cave del Predil sono aperte alle visite quasi tutto l’anno.


Dove:

https://goo.gl/maps/nRujxy2MRxaHfMrQ6

Per approfondire:

http://www.polomusealecave.coop/?lang=it/

http://www.cavedelpredil.it/index.php?id=49116

www.logpodmangartom.si

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